
2025 · Installazione
Texile Archeology
“I vestiti sono contenitori di corpi come i corpi sono a loro volta i contenitori delle anime, il capo di abbigliamento è l'ultima vestigia, il segnaposto che rimane quando qualcuno non c'è piu.”
"Oggi esistono luoghi dove gli abiti dismessi sono diventati isole, colline, stratificazioni di una nuova archeologia: quella del "disabitare". Gli abiti diventano testimonianze dell’allontanamento dal proprio "stare" al mondo per farsi manifestazione di una civiltà svestita, che non sa più scegliere come presentarsi, priva di modelli e quasi priva di corpi. Da queste premesse, le installazioni di Dallari raccontano tanto l’emarginazione quanto il fast fashion, risultato di un consumismo compulsivo di abiti pensati per interpretare "vite possibili o usa e getta". Ma evocano anche gli abiti sparsi sulle spiagge o galleggianti nel Mediterraneo, macabre testimonianze della ricerca di nuovi luoghi da "abitare". L’abito diventa così il naufragio di un individuo che non si sente più a casa, a cui non è rimasto che un corpo nudo, sepolto da vestiti tra cui non sa più scegliere." - Melina Scalise Riguardo al tessuto, l'abito o il drapeggio sono elementi formali ricorrenti nelle mie opere. L'abito è il contenitore del corpo. Il corpo contiene l'anima ma corpo e anima non sono due cose separate o separabili, L'abito nasce in quanto tale ed è ciò che rimane quando la persona scompare. Nell'ottocento gli spettri potevano essere semplici abiti fluttuanti. I vestiti hanno un forte valore simbolico perchè richiamano la forma e la memoria della persona, l'abito può essere su misura oppure troppo grande o troppo piccolo, e nella pittura il drappeggio libera la pennellata dal quella rigidità formale, consentendole di esistete anche solo come semplice gesto: nelle pitture esposte nelle gallerie d'arte moderna e in pinacoteca questo si vede benissimo: la pennellata a volte si sfalda nella rappresentazione di un riflesso o di una piega di un abito, passa dalla figurazione all'astrazione, per così dire. Tutti i quadri sono astratti, anche i quadri più realistici e verosimili sono, In realtà, rappresentazioni bidimensionali di una realtà tridimensionale o monodimensionale ma anche multidimensionale a seconda dell'intento dell'artista. Il dipinto è sempre rappresentazione astratta della verità. Sono fermamente convinto che la tricotomia tra arte concettuale, astratta e figurativa è solo una convenzione, sia perchè dietro ogni opera si cela un concetto, sia perchè ogni opera ha inevitabilmente una forma; così come ogni opera rappresenta la realtà o la fantasia tramite un'astrazione. Inoltre anche la dicotomia tra realtà è fantasia è sottile, poichè la fantasia È astrazione e concettualizzazione della realtà che, combinandosi tramite un libero gioco tra intelletto e immaginazione, da vita ad una nuova realtà, immaginifica. - E.C. Dallari








